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STANDARD CHARTERED: ETH A 7.5K ENTRO IL 2025

STANDARD CHARTERED: ETH A 7.5K ENTRO IL 2025

Standard Chartered ha rivisto al rialzo la propria previsione sul prezzo di Ethereum per il 2025, fissando un nuovo target a 7.500 dollari, molto superiore rispetto a quello dei 4.000 stimato in precedenza.

La banca britannica attribuisce questo riposizionamento a un’accelerazione dell’accumulo istituzionale tramite ETF e tesorerie societarie, al balzo nell’adozione delle stablecoin dopo la recente svolta regolatoria negli Stati Uniti e al prossimo potenziamento tecnico della rete Ethereum, che mira a decuplicarne la capacità di elaborazione onchain.

Secondo i dati forniti nel report, a partire da giugno gli ETF e le società con bilanci in ETH avrebbero acquisito il 3,8% dell’offerta circolante, un ritmo quasi doppio rispetto alla fase di accumulo più intensa registrata da Bitcoin durante il ciclo elettorale statunitense del 2024. È un indicatore che, nelle valutazioni di Standard Chartered, assume rilevanza strategica: una base di detenzione istituzionale di questa portata riduce la disponibilità netta di ETH sul mercato, amplificando l’effetto di ogni incremento di domanda marginale.

A supportare la visione rialzista interviene anche la dimensione tecnologica. Vitalik Buterin ha recentemente delineato un piano per incrementare di dieci volte la capacità di throughput di Ethereum layer-1, permettendo la regolazione onchain di transazioni ad alto valore mentre i volumi di minore entità verrebbero delegati a soluzioni layer-2 come Arbitrum e Base. Questa architettura a più livelli non è semplicemente un esercizio di scalabilità: rappresenta un passaggio cruciale per consolidare Ethereum come infrastruttura di regolamento ad alta affidabilità per applicazioni DeFi, istituzionali e cross-border.

Il catalizzatore normativo è rappresentato dal GENIUS Act, approvato in luglio, che fornisce una cornice chiara per l’emissione e l’utilizzo di stablecoin. Il dato che emerge è che le stablecoin rappresentano il 40% delle fee generate onchain e oltre la metà della supply è emessa su Ethereum. Standard Chartered prevede che il settore possa raggiungere una capitalizzazione di 2.000 miliardi di dollari entro il 2028, un incremento di otto volte rispetto ai livelli attuali, generando domanda diretta di gas e indiretta di ETH come collaterale.

La banca stima che Ethereum possa superare il proprio massimo storico entro il terzo trimestre del 2025, spingendo il rapporto ETH/BTC dall’attuale 0,036 a 0,05, segnale di un rafforzamento relativo delle fondamenta economiche e dell’ecosistema rispetto a Bitcoin. I target a lungo termine, che guardano oltre la prossima soglia psicologica, si attestano a 12.000 dollari nel 2026, 18.000 nel 2027 e 25.000 nel 2028.

Il quadro di breve periodo resta tuttavia dominato da prese di profitto. A pochi punti percentuali dal record di novembre 2021 (4.891 dollari), ETH viene scambiato a 4.692 dollari secondo CoinMarketCap. Nelle ultime 24 ore, il collettivo di whale noto come “7 Siblings” ha liquidato 19.461 ETH per un controvalore di 88,2 milioni di dollari, mentre l’Ethereum Foundation ha ceduto 2.795 ETH, pari a circa 12,7 milioni di dollari. Movimenti che non scalfiscono il quadro di medio-lungo termine delineato da Standard Chartered, ma che confermano la volatilità intrinseca di un asset che, pur in fase di maturazione istituzionale, resta esposto a dinamiche speculative.

Se le previsioni della banca troveranno conferma, Ethereum non solo infrangerà le barriere di prezzo attese, ma si candiderà a consolidare la propria funzione di collante economico dell’ecosistema onchain, con un peso crescente tanto nei flussi di capitale istituzionali quanto nell’infrastruttura stessa delle transazioni digitali globali.